Di recente abbiamo parlato dei test che verificano la resistenza di prodotti, il cui compito è quello di garantire sicurezza. In particolare ci siamo focalizzati sul Viro Morso con catena, testando la sua resistenza al taglio e alle mazzate, dopo il test diresistenza alla corrosione in nebbia salina.
Per trarre al meglio le nostre considerazioni abbiamo eseguito il medesimo procedimento su di una copia del prodotto, di importazione orientale.
Questa settimana prendiamo in esame anche il “fratello maggiore” del Viro Morso, il: “Supermorso” ed anche, una sua copia di importazione orientale.
Vediamo la reazione di entrambi i prodotti Viro e delle loro copie, dopo il test in nebbia salina, effettuato nel nostro laboratorio.
Il test di resistenza alla corrosione provocata con la nebbia salina è un test che riproduce un processo di “invecchiamento accelerato” attraverso la creazione, in una speciale macchina, di un ambiente estremamente caldo, umido e corrosivo. I prodottisubiscono, ogni ora di test, l’equivalente di circa una settimana di esposizione, in esterno, ad ogni tipo di agente atmosferico aggressivo.
Nel Morso Viro, dopo 40 ore di nebbia salina (corrispondenti a circa un anno di vita in ambiente reale, sottoposto alle intemperie) l’unico punto che presenta alcuni piccoli segni di ossidazione è il rivetto che blocca il lucchetto alla catena, un componente non connesso alla resistenza del prodotto, mentre la corazza esterna e soprattutto, il meccanismo interno, sono privi di corrosione. La sua copia invece presenta dei segni di ossidazione in diverse parti, sull’impugnatura e sulla corazza, sintomo del danneggiamento del meccanismo interno.
