Catene&Lucchetti: gli originali Viro non temono le intemperie!

Di recente abbiamo parlato dei test che verificano la resistenza di prodotti, il cui compito è quello di garantire sicurezza. In particolare ci siamo focalizzati sul Viro Morso con catena, testando la sua resistenza al taglio e alle mazzate, dopo il test diresistenza alla corrosione in nebbia salina.
Per trarre al meglio le nostre considerazioni abbiamo eseguito il medesimo procedimento su di una copia del prodotto, di importazione orientale.

Questa settimana prendiamo in esame anche il “fratello maggiore” del Viro Morso, il: “Supermorso” ed anche, una sua copia di importazione orientale.
Vediamo la reazione di entrambi i prodotti Viro e delle loro copie, dopo il test in nebbia salina, effettuato nel nostro laboratorio.

Il test di resistenza alla corrosione provocata con la nebbia salina è un test che riproduce un processo di “invecchiamento accelerato” attraverso la creazione, in una speciale macchina, di un ambiente estremamente caldo, umido e corrosivo. I prodottisubiscono, ogni ora di test, l’equivalente di circa una settimana di esposizione, in esterno, ad ogni tipo di agente atmosferico aggressivo.

Nel Morso Viro, dopo 40 ore di nebbia salina (corrispondenti a circa un anno di vita in ambiente reale, sottoposto alle intemperie) l’unico punto che presenta alcuni piccoli segni di ossidazione è il rivetto che blocca il lucchetto alla catena, un componente non connesso alla resistenza del prodotto, mentre la corazza esterna e soprattutto, il meccanismo interno, sono privi di corrosione. La sua copia invece presenta dei segni di ossidazione in diverse parti, sull’impugnatura e sulla corazza, sintomo del danneggiamento del meccanismo interno.

Lucchetti&catene II: chi la dura la vince

Oggi torniamo a parlare di catene, anelli forti e deboli, test di resistenza.
Se ancora non lo avete letto, l’articolo Lucchetti&catene: qual è l’anello debole?, racconta come si sono comportati il prodotto Viro Morso e una sua copia, durante untest effettuato in laboratorio, che simula un attacco a colpi di mazzate.
I video che proponiamo questa settimana invece mostrano un altro tipo esperimento, il quale vede ancora come protagonisti il Viro Morso (Made in Italy) e una sua copia (di importazione orientale).

Questa volta, dopo aver sottoposto le catene ad una prova di corrosione in nebbia salina (da cui la catena del prodotto di importazione è uscita abbastanza ossidata) abbiamo testato la resistenza delle catene al taglio.
In questo primo video vediamo cosa accade alla catena copia del Viro Morso, sottoposta  ad una macchina presente nel nostro laboratorio prove che, attraverso un braccio meccanico, aziona un seghetto da ferro, per tentare di segare una maglia del prodotto imitato.

 

 

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Antifurti e 2 Ruote: 5 livelli di sicurezza

Nell’ultimo post vi abbiamo mostrato come Viro classifichi i suoi prodotti in 5 diversilivelli di resistenza: da “standard” (indicato con il simbolo di 1 lucchetto) fino a “massimo” (5 lucchetti).
La tabella che riassume le caratteristiche di ogni categoria, può essere utile al momento dell’acquisto di un antifurto per moto, bici o scooter, poiché facilita la comprensione della simbologia riportata su tutte le confezioni Viro di antifurti della linea 2Ruote.
Per chiarire ulteriormente, riportiamo di seguito 5 esempi di prodotti Viro che presentano proprietà associate a determinati livelli di sicurezza.

2 ruote e antifurti: come scegliere quello più adatto a te?

Cavi corazzati, cavi intrecciati, blocca disco, antifurti elettronici… le opzioni in commercio per proteggere il nostro fedele mezzo a 2 ruote sono tante e non è facile decidere quale sia la più adatta al nostro caso.

In un post precedente abbiamo proposto una breve guida su quale antifurto sia più appropriato ad un determinato utilizzo (su bici, moto, scooter).
Un ulteriore consiglio che possiamo offrire oggi, è quello di consultare le indicazioni dellivello di sicurezza che Viro attribuisce ad ogni suo prodotto, dopo averlo sottoposto a test specifici nel proprio laboratorio interno.

Riportiamo di seguito una tabella con la classificazione dei livelli di resistenza(simbologia utilizzata su tutte le confezioni Viro di antifurti della linea 2Ruote), ai quali si può fare riferimento prima di un acquisto, per valutare le caratteristiche del prodottoin questione, in relazione al mezzo da proteggere e all’ambiente in cui questo sarà custodito, e così capire quale faccia meglio al caso nostro.

Sicurezza in pillole: un sistema di sicurezza è tanto più sicuro quanto più se ne ignora l’esistenza

Prima regola: far sapere al minor numero possibile di persone che in casa è presente un sistema di sicurezza.

Abbiamo già discusso molto di come risulti fondamentale proteggere la nostra abitazione e i nostri beni, combinando sistemi di protezione meccanici ed elettronici.
Date le funzioni differenti degli stessi, è una buona scelta far sì che questi si coniughino per innalzare il livello di difesa delle nostre proprietà.
Oggi vi parliamo di tre prodotti che impediscono ai ladri di capire subito dall’esterno tutti i sistemi di sicurezza con cui dovranno avere a che fare.

La Spranga

Dotarsi una porta blindata, realizzata con materiali resistenti e di qualità è senza dubbio un valore aggiunto alla sicurezza della nostra abitazione. Allo stesso modo, installare una Spranga Universale (o più di una) può diventare un’ottima alternativa, o una fondamentale integrazione ad una porta esistente, per far sì che l’accesso così protetto resista maggiormente ai tentativi di scasso, praticati per lo più con martelli, leve o altri strumenti.
La protezione offerta è particolarmente efficace nei confronti dei tentativi discardinamento e di sfondamento.
Inoltre, in caso di applicazione su porte principali, la Spranga aggiunge un’ulterioreserratura, a cilindro europeo, a quella già presente sulla porta, rendendo l’apertura con destrezza più complicata, in quanto l’eventuale ladro si troverebbe di fronteserrature con funzionamenti diversi, installate sul medesimo accesso.

Sicurezza in pillole: tutti i modi per proteggere al meglio una serranda

Chi possiede un’attività commerciale lo sa bene: la serranda è la prima barriera di protezione, oltre la quale si trovano spesso beni di grande valore. Per questo motivo è fondamentale che essa sia quanto più resistente possibile ai diversi tentativi di attacco.
Vediamo in breve quali accorgimenti possiamo adottare per fare in modo che la serranda del nostro negozio, magazzino o garage sia sufficientemente resistente.

    1. Le tecniche utilizzate dai ladri per forzare una serranda sono generalmente di due tipi: agire sulla serratura della stessa, per neutralizzarla e poter agire così indisturbati, oppure tagliare o sfondare la serranda. Scegliere una serranda resistente, dotarla di una serratura di qualità e installare il tutto a regola d’arte, sono passi necessari per assicurarsi una valida protezione contro i vari tipi di attacco.
    2. Come ribadiamo sempre, la sicurezza complessiva dipende dalla sicurezza dell’anello più debole della catena, che in molte serrande è proprio laserratura. Per questo motivo è bene installare una serratura blindata, che possieda catenacci più resistenti di quelli che normalmente si riscontrano sulle serrature di primo impianto, con struttura e cilindro protetti contro gli attacchi di forza bruta, come la serratura 8271, sicura contro lo strappo ed il trapano. La sua cassa è rinforzata e dotata di una piastra in acciaio zincato, mentre i catenacci sono di spessore maggiorato a 7 mm.
      Naturalmente la resistenza della serratura deve corrispondere a quella della serranda, quindi le serrature blindate sono l’ideale complemento di serrande di  buona qualità.
    3. Una serranda, oltre che con una serratura centrale o due serrature laterali, si può chiudere anche in altri modi: ad esempio con un lucchetto per serranda o con un gruppo di fissaggio.
      Optare per questo tipo di soluzione è una valida alternativa, rispetto ad una serratura di primo impianto, spesso di scarsa qualità.
      Dobbiamo però ricordare che un lucchetto fissato in maniera non idonea (cioè con anelli di fissaggio non appositamente progettati per l’installazione di quello specifico lucchetto) lascia troppo spazio all’inserimento di strumenti da scasso. Per non incorrere in tale rischio, il nostro consiglio è sicuramente quello di preferire un lucchetto di ottima qualità (come i corazzati Viro Panzer o i monoblocco Monolith), ma soprattutto di assicurarsi che esso sia ben ancorato a terra e alla serranda, tramite specifici anelli di fissaggio e campana a pavimento.
      Una valida alternativa ai lucchetti è rappresentata dai gruppi di fissaggio per serranda come, ad esempio, il Nuovo Condor, che ha una spessa corazza a protezione del mezzo cilindro profilato intercambiabile e rende particolarmente difficile l’utilizzo di strumenti da scasso.

E inoltre…

  1. Un’ ulteriore prodotto di sicurezza utilizzabile nelle serrande è la Spranga Universale Viro che, montata su di un elemento della serranda, funge da efficace rinforzo.  La Spranga Universale infatti ha il vantaggio di migliorare sia la resistenza della serratura (grazie alla rosetta di sicurezza esterna), che la tenuta meccanica della serranda contro lo strappo e lo sfondamento. Dal punto di vista del sistema di apertura, la Spranga è molto versatile, in quanto offre la possibilità di funzionare con qualsiasi doppio o mezzo cilindro a profilo europeo.

Profili di chiavi a duplicazione controllata, quando sono utili?

Abbiamo elencato alcune caratteristiche che un cilindro a profilo europeo dovrebbe possedere per garantire un buon livello di sicurezza, quindi una efficace resistenza contro gli attacchi esterni.
Purtroppo però, come abbiamo già sottolineato, anche il prodotto più resistente al mondo risulterebbe superabile, se fosse facile ottenere una copia abusiva delle chiavi, potendolo così aprire senza difficoltà. Vediamo allora cosa si intende per profili brevettati a duplicabilità controllata.

Oggigiorno, spesso per motivi di lavoro, di studio etc. accade che i trasferimenti o le trasferte delle persone siano molto frequenti e così anche la tendenza ad affittareappartamenti, o solo stanze, per tempi brevi.
Un esempio di questa tendenza è il successo riscosso da portali come Airbnb, che consentono di trovare e prenotare, per periodi più o meno lunghi, camere o appartamenti di privati nella località desiderata, in maniera comoda ed immediata.

L’idea è innovativa ed interessante, ma qualche dubbio riguardante la sicurezza nasce spontaneo. Dato il gran numero di persone che alloggia, anche solo per il breve lasso di tempo utile a trovare un’altra sistemazione, come può il proprietario essere certo del fatto che non vengano fatte copie non autorizzate delle chiavi, per poi essere riutilizzate? Il dubbio può legittimamente sorgere anche in un potenziale affittuario, il quale, ricevendo chiavi standard, duplicabili ovunque, potrebbe non sentirsi sufficientemente tutelato dal punto di vista della sicurezza. Generalmente ci si affida alla buona fede delle persone, talvolta però, potrebbe non essere sufficiente.

Una soluzione a questo tipo di problema può essere quella di adottare un sistema di chiavi a duplicazione controllata. Cosa significa? La riproduzione della chiave originale è possibile solo nei Centri convenzionati, presentando, assieme alla chiave originale, una carta di proprietà codificata.

Esempio di carta di proprietà codificata.

Il legittimo proprietario, che possiede la tessera di proprietà, è quindi il solo a poter richiedere copie delle chiavi ed ha in questo modo il controllo sulla quantità di copie esistenti, tenendo traccia delle copie consegnate agli affittuari ed assicurandosi che vengano sempre restituite, come misura necessaria per garantire serietà edaffidabilità.

Anche Viro produce cilindri con chiavi a profilo brevettato a duplicabilità controllata.

Per la precisione esistono due possibili tipi di duplicazione controllata: quelli effettuabili, come detto sopra, solo presso i Centri Autorizzati dall’azienda costruttrice (nella gamma Viro sono chiamati profili .PV) e quelli realizzabili soltanto presso l’azienda stessa (nella gamma Viro sono chiamati profili .PB).
In questo secondo caso, l’utente deve comunque recarsi presso il punto vendita ove ha acquistato il prodotto ed il rivenditore farà da tramite fra il cliente e il produttore, inviando all’azienda la richiesta di duplicazione. In questo modo l’azienda è certa che, chi richiede la copia, è autorizzato a farlo, in quanto ha mostrato chiave originale ecarta di proprietà al rivenditore presso il quale aveva acquistato il prodotto. Tale procedura è ovviamente un po’ più lunga come tempo di esecuzione delle duplicazioni (nel primo caso infatti bastano pochi minuti presso il Centro Autorizzato, nel secondo caso serviranno alcuni giorni perché il rivenditore riceva dall’azienda, in busta sigillata, le copie richieste, contatti l’utente e gliele consegni), ma rende estremamente sicura la gestione delle chiavi, in quanto assai difficilmente un malintenzionato riuscirebbe ad impadronirsi contemporaneamente della chiave originale e della carta di proprietà e correrebbe il rischio di  recarsi nel punto vendita ove il prodotto è stato acquistato, presentandosi ed attendendo il tempo necessario alla duplicazione in azienda.

Conclusioni

Tenere traccia del numero di copie delle chiavi (non solo di quelle di casa, ma anche in molte altre situazioni) non è solo un vantaggio in termini di tutela nel caso in cui il proprietario decidesse di affittare o prestare un proprio bene per brevi periodi ad altre persone, ma può risultare essenziale anche nel caso in cui collaboratori, domestici o conoscenti avessero accesso ad ambienti che custodiscono beni di valore oinformazioni riservate, per evitare che la chiave possa, anche solo per errore o disattenzione, finire nelle mani sbagliate.

Viaggiare in sicurezza: il lucchetto TSA

Quando si programma un viaggio, che sia di piacere o di lavoro, l’avvicinarsi della partenza porta spesso con sé “l’ansia da valigia”. Le preoccupazioni che nascono, soprattutto se si viaggia in aereo, sono molte volte dovute anche al fatto che ognicompagnia aerea applica le proprie norme riguardanti il bagaglio: dimensioni, pesoetc. Se la destinazione stabilita poi è Stati Uniti, oppure se vi si fa anche semplicemente scalo o infine se questa meta si trova nella vostra “lista dei desideri”, bisogna fare i conti con i controlli severi dei bagagli e quindi con la migliore modalità dichiusura degli stessi.

Forse tutti non sanno che la TSA Transportation Security Administration (l’ente americano per la sicurezza dei trasporti) potrebbe decidere, qualora lo ritenesse necessario, di ispezionare qualunque valigia registrata al check-in, forzandone la serratura. Di norma nessun danno arrecato al lucchetto o alla chiusura integrata nella valigia può essere rimborsato da tale ente, in quanto l’eventuale rottura del sistema di chiusura dei bagagli in arrivo, da parte degli agenti addetti alla sicurezza, trova giustificazione in un’attività volta a garantire l’incolumità di tutti i passeggeri.

Potrebbe accadere dunque di trovarsi in una situazione spiacevole e scomoda, in cui la valigia venga restituita aperta e, nel peggiore dei casi, in seguito alla forzatura, non sia più utilizzabile.

Il lucchetto TSA: di cosa si tratta?

Qualcuno potrebbe suggerire di lasciare la propria valigia aperta, per facilitare il processo di verifica agli addetti. Ma una valigia aperta non è accessibile solo alpersonale autorizzato al controllo bagagli e, come ci insegna il nostro blog, rinunciare alla sicurezza fidandosi ciecamente è spesso rischioso. Dal momento inoltre che, soprattutto nel caso di un viaggio aereo, non si può avere un controllo diretto dei bagagli e del loro contenuto una volta imbarcati, privarli di una chiusura risulterebbe una mossa alquanto azzardata. In seguito a questa problematica sono stati messi in commercio i lucchetti TSA approved.
I lucchetti TSA sono pensati per avere una combinazione impostabile a scelta dell’utente, ed allo stesso tempo consentono di poter essere aperti tramite una chiave associata ad ogni tipologia di questi specifici lucchetti, che solo gli agenti TSApossiedono. Dotandoci di una chiusura TSA con questa particolarità, eviteremmo in primo luogo un possibile danno al nostro bagaglio per via della forzatura subìta, e allo stesso tempo potremmo viaggiare con la sicurezza che sia effettivamente chiuso.

Foto: Flickr//Chris Lee

A questo proposito vale la pena ricordare che, sia i lucchetti che le chiusure a combinazione per valigie, non rappresentano una soluzione che privilegia la sicurezza assoluta (d’altra parte anche se si potessero utilizzare lucchetti di elevata resistenza, nella realtà inapplicabili per ragioni di peso e dimensioni, la maggior parte dei bagagli potrebbe comunque venire aperta forzando le zip o tagliandone un lato), ma rappresentano un deterrente efficace nei confronti di eventuali “manileste” con poco tempo a disposizione, e sono comunque sempre necessari per poter richiedere un eventuale rimborso assicurativo in seguito ad un furto.
Infatti le assicurazioni che, in accordo con le regole di viaggio delle compagnie aeree, rimborsano gli eventuali danni o furti subìti, necessitano di avere la prova che effettivamente il bagaglio sia stato manomesso, ovvero che siano stati forzati il lucchetto o la chiusura del bagaglio (o, alternativamente, sia stata tagliata la pellicola plastica che lo rivestiva). Senza prove di manomissione (come accadrebbe in un bagaglio privo di qualunque sistema di chiusura) l’assicurazione non sarebbe tenuta arimborsare.

Per essere certi che il nostro lucchetto sia appunto convenzionato con il sistema TSA, è necessario assicurarci che sia presente il logo identificativo, che riportiamo qui di seguito.

tsa logo

Anche Viro offre tale possibilità grazie ai lucchetti TSA,  con colori assortiti rosso e nero, con spigoli smussati antiabrasione e con 4 combinatori che danno la possibilità di inserire fino a 10.000 combinazioni diverse.

lucchetti Viro TSA

Sai distinguere una serratura a doppia mappa da una con cilindro europeo?

Mare o montagna? Cane o gatto? Doppia mappa o cilindro europeo? La vita è fatta di scelte e quando si deve scegliere una serratura per la porta d’ingresso la prima alternativa che ci si trova di fronte è proprio tra doppia mappa e cilindro europeo. È una decisione che può intimidire i non addetti ai lavori, anche perché le due tipologie hanno punti di forza e di debolezza diversi. Cominciamo a capire come distinguere l’una dall’altra. È molto semplice, vediamo come.

Per cominciare le 2 serrature si riconoscono a colpo d’occhio dalla chiave:

Chiavi per cilindro europeo

Chiave per doppia mappa

e dalla toppa:

Toppa di un cilindro europeo

Toppa di una doppia mappa

Quando sono smontate dalla porta le 2 serrature si presentano invece così:

Serratura con cilindro europeo

Serratura a doppia mappa

Le serrature a doppia mappa sono (generalmente) costituite da un corpo unico, vanno quindi acquistate, montate e sostituite in blocco (esistono comunque anche serrature a doppia mappa nelle quali è possibile sostituire solo il cosiddetto “pacco di gorges” ovvero l’insieme di lamine che si accoppiano con la chiave quando questa ruota nella toppa).

Le serrature con cilindro europeo sono invece composte dalla serratura propriamente detta (la parte con uno o più catenacci/chiavistelli scorrevoli):

Serratura adatta ad ospitare un cilindro con profilo europeo

azionata dal cilindro nel quale si inserisce la chiave.

Cilndro

È quindi necessario acquistare e installare sia la serratura che il cilindro. È poi possibile sostituire solo uno di questi elementi, se necessario. Ad esempio se c’è un malfunzionamento del catenaccio è possibile sostituire la sola serratura, mentre, se si desiderano cambiare le chiavi, è possibile sostituire il solo cilindro.

Come si vede le due tipologie hanno forme e ingombri diversi, se dobbiamo sostituire una serratura già montata e non vogliamo modificare la porta dovremo quindi scegliere una serratura della stessa tipologia e delle stesse dimensioni.

Le serrature a cilindro europeo sono una variante particolare delle serrature con cilindro. Esistono infatti anche cilindri di altre forme (i più comuni sono ovali, specie per le porte in alluminio, o tondi specie nei cancelli in ferro):

Cilindro a profilo ovale

Cilindro a profilo tondo

Il cilindro a profilo europeo, detto anche più semplicemente “europeo”, si distingue appunto per la forma del profilo:

Profilo europeo

Tutti i cilindri a profilo europeo sono compatibili con tutte le serrature per cilindro europeo, indipendentemente da marca e modello. L’unica variante può essere rappresentata dalla forma e/o dall’angolazione del nottolino.

Cerchi un cilindro di sicurezza? Presentiamo Viro Palladium

I dubbi di chi non è del mestiere e si trova a dover scegliere un cilindro per la propriaserratura possono essere svariati. Infatti un cilindro a profilo europeo, per come si presenta a prima vista, può sembrare molto simile ad un altro di qualità inferiore osuperiore. Ma se cerchiamo affidabilità e resistenza agli attacchi esterni, lecaratteristiche che contraddistinguono un prodotto eccellente rispetto ad uno mediocre,  non dobbiamo fermarci all’apparenza. Entriamo un po’ in dettaglio.

Esempio di un cilindro a profilo europeo visto dall’esterno.

Prima ancora di analizzare le caratteristiche tecniche, per riconoscere un cilindro di qualità, è doveroso ricordare che la prima cosa di cui tenere conto per scegliere ilprodotto adatto, è quella di chiedersi a quali esigenze deve rispondere. Ad esempio la scelta del cilindro per la porta d’ingresso ricade spesso su un modello il più possibileresistente ad ogni tipo di attacco, mentre per le porte interne o per i cancelli di passaggio le soluzioni adottate sono generalmente più semplici ed economiche.

Attenzione però: mentre le porte interne di un ambiente, tranne in casi particolari, hanno normalmente solo funzione di servizio e non sono porte di sicurezza (sulle quali quindi non ha molto senso installare un “super cilindro”), gli accessi secondari, come i cancelli/portoni condominiali, le portefinestre su giardini e balconi, gli abbaini sui tetti etc. sono tutti passaggi potenzialmente sottoposti ad attacchi provenienti dall’esternoe quindi non è molto saggio lasciarli sguarniti, rispetto alla porta d’ingresso.

I materiali

Il materiale più utilizzato, per la costruzione dei corpi e dei barilotti nei cilindri a profilo europeo, è quasi sempre l’ottone, che garantisce la durata nel tempo,  spesso confinitura esterna nichelata; mentre la composizione dei pistoncini e dei contro pistoncini, e più in generale dei componenti interni, può variare.
Un cilindro di buona qualità, che sia efficace contro possibili tentativi di scasso da parte di malintenzionati, è costituito al suo interno da materiali più resistenti, come ad esempio acciai inox e/o temprati.
Nello specifico, i cilindri Viro Palladium, possiedono spine antitrapano in acciaio cementato, barra di rinforzo antistrappo in acciaio inox e pistoncini in acciaio inox temprato.

doppio_cilindro

Resistenza agli attacchi

Gli attacchi di forza bruta sono fra i più diffusi, perché sono sufficienti attrezzi come:trapano, tenaglie, martello e scalpello per insistere su corpo e barilotto del cilindro, cercando di spezzarlo, strapparlo o ribatterlo all’interno, per poi far scattare laserratura.

Proprio per difendersi da questo tipo di tentativo di scasso, è bene che il cilindro sia dotato di rinforzi antitrapano, ma soprattutto di rinforzi antistrappo.

Il cilindro di alta sicurezza Viro Palladium. In rosso sono evidenziate le spine anti trapano nel corpo, in verde la spina anti trapano nel barilotto. In questo caso anche i pistoncini e i contro pistoncini (evidenziati in nero) hanno una funzione anti trapano, dato che sono realizzati in acciaio inox AISI 420C temprato.

Inoltre, per evitare che il cilindro sia ribattuto con violenza all’interno, è bene che sia provvisto di nottolino antisfilamento .

Nel cilindro di alta sicurezza Viro Palladium, il nottolino (evidenziato dalla freccia) è DIN anti sfilamento e il rinforzo anti strappo è costituito da una robusta barra di acciaio inox AISI 304 (evidenziata in blu nella parte bassa del disegno) del diametro di ben 6mm, che attraversa la maggior parte del corpo del cilindro.

La qualità di un cilindro si riconosce però anche per la resistenza agli attacchi più insidiosi, quelli portati con destrezza (conosciuti anche con il nome di lock-picking ekey-bumping, tecniche che approfondiremo ulteriormente in post futuri).

Duplicazione delle chiavi

Tuttavia, anche il più resistente dei cilindri, si rivelerà superabile, nel momento in cui risultasse facile procurarsi una copia abusiva delle chiavi. Per questo motivo le chiavi delle serie Viro Palladium .PV e .PB rientrano nella categoria di quelle a duplicazione controllata, infatti per poterne avere copia, è necessario presentare ai centri autorizzati, insieme ad una chiave originale, anche la carta di proprietà codificata, fornita in busta sigillata all’interno della confezione del cilindro.

Una carta di proprietà codificata Viro, che consente la copia delle chiavi solo al legittimo proprietario.