19 LUGLIO 2016. È SCATTATO L’OBBLIGO DI CERTIFICAZIONE PER LE ESCO E PER GLI EGE

A partire dal 19 Luglio 2016 le ESCo e gli EGE devono essere in possesso rispettivamente di certificazione UNI CEI 11352:2014 e UNI CEI 11339 rilasciata da un Organismo di certificazione accreditato ACCREDIA (rif. Artt 8 e 12 D.Lgs 102/2014 e Decreto Interdirettoriale 12/05/2015) per poter operare nel settore dell’efficienza energetica.

Solo alle ESCo e agli EGE certificati, infatti, sarà consentito di realizzare le Diagnosi Energetiche per grandi imprese e imprese energivore; di partecipare al meccanismo dei certificati bianchi, (nel caso degli EGE solo se svolgono ruolo di energy manager presso l’organismo che consegue i risparmi).
Inoltre esclusivamente alle ESCo certificate sarà permesso di presentare richiesta di concessione degli incentivi previsti dal Conto Termico, in vigore dal 31 Maggio 2016.

ICIM, il principale riferimento italiano per i servizi di certificazione accreditati da ACCREDIA e rivolti al mercato dell’efficienza energetica, dell’uso razionale delle fonti tradizionali e delle energie rinnovabili, è l’interlocutore ideale per chi vuole operare in conformità ai requisiti di direttive europee e disposizioni nazionali sull’efficienza energetica di edifici, prodotti, processi e impianti, ottenendo risparmi diretti e accesso a meccanismi di incentivazione.
I nostri servizi di certificazione:

  1. UNI CEI 11352 per le ESCo;
  2. ISO 50001, Sistemi di Gestione dell’Energia;
  3. UNI CEI 11339, certificazione degli EGE – Esperti in Gestione dell’Energia.

Inoltre, ICIM è in grado di calcolare i risparmi energetici conseguiti dalle aziende soggette all’obbligo di comunicazione ad ENEA.

Ho dimenticato la porta aperta? No, c’è il chiudiporta!

Oggi parliamo di un prodotto non propriamente di sicurezza, che però svolge un’importante funzione di protezione: il chiudiporta.
Il suo compito (lo dice anche il nome stesso!) è quello di richiudere le porte dopo il passaggio di qualcuno, ma non solo. Vediamo nel dettaglio l’utilizzo del chiudiporta.

La praticità del prodotto in questione è evidente, ma spesso non si considera che si possa rivelare un ottimo collaboratore dei sistemi di sicurezza già presenti. Infatti, se per fretta, sbadataggine o quant’altro, dovesse capitare di lasciare la porta, il portone o il cancello di casa aperti, un chiudiporta installato correttamente, potrebbe limitare i danni. Nonostante la porta non sia effettivamente chiusa a chiave, in assenza di una maniglia esterna, si avrebbe comunque una discreta protezione.

I chiudiporta di qualità, come tutti i modelli Viro (serie 128, 118 e 116), hanno due regolazioni distinte: la velocità di chiusura e la forza del colpo finale, che serve a vincere la resistenza dello scrocco della serratura nel momento di effettiva chiusura.
A seconda poi del tipo di porta su cui il chiudiporta è destinato ad essere applicato, sarà necessario scegliere una forza di chiusura adatta alla specifica situazione di impiego (cioè tarata in funzione della dimensione e del peso dell’anta da richiudere). A questo proposito ricordiamo che non tutti i modelli in commercio sono disponibili inversione multiforza (la maggior parte dei chiudiporta Viro lo sono). Assicuratevi quindi, prima di acquistare un prodotto, che la forza di chiusura sia quella giusta, essendo fondamentale per il corretto funzionamento del sistema, oppure, ancor meglio, che il chiudiporta abbia forza regolabile.

I chiudiporta Viro hanno 2 valvole di regolazione: una per la velocità di chiusura e una per la forza del colpo finale.

E se, in certi casi, necessito che la porta rimanga aperta?

Anche in questo caso un chiudiporta può essere utile.

Sebbene il chiudiporta sia stato creato con la funzione illustrata in precedenza, può capitare invece una situazione inversa, dove per esempio debbano passare flussi di persone o debbano essere trasportati oggetti ingombranti. Tali circostanze richiedono che l’accesso resti libero e l’anta aperta, anche se magari per poco tempo.

Per questo è importante che il chiudiporta sia dotato di meccanismo di arresto, meglio ancora se con angolazione di apertura regolabile a piacere dall’utente a chiudiporta già installato, così da agevolare il passaggio proprio nelle suddette situazioni.

5 regole per prevenire i furti durante l’estate

La stagione più attesa dell’anno è arrivata: caldo, sole, mare, magari le sospirate vacanze e… città quasi deserte!
Purtroppo, è risaputo che il periodo estivo, insieme alle ferie tanto desiderate quanto meritate, porta con sé l’aumento dei furti in abitazione. I ladri sfruttano infatti i “giorni di desolazione” per agire indisturbati, o quasi.
Considerando l’imminente partenza per le vacanze (anche la nostra!) vi ricordiamo alcuni accorgimenti che, se messi in atto, possono davvero aiutare a prevenire intrusioni indesiderate.
Vediamoli insieme.

  1. La prima regola è, come spesso abbiamo detto, quella di prestare sempre attenzione ai gesti che generalmente eseguiamo in automatico. In un post precedente avevamo visto come il 34% delle intrusioni indesiderate in abitazione avviene per via di una porta o di una finestra lasciati involontariamente aperti. Ciò che può sembrare una disattenzione, una svista di poco conto, come dimenticare una finestra aperta, può diventare l’occasione che i malintenzionati aspettavano da tempo.
  2. La seconda regola è basilare e, anche questa, non vale solo durante il periodo estivo. È sempre bene investire in un “sistema porta” che possa garantire il massimo della sicurezza.
    Dotarsi di una porta blindata, oppure attrezzare la porta che già possediamo per renderla più sicura, è in primis un metodo per proteggerla dai ladri improvvisati (quelli, la maggioranza, che attaccano la porta con leve, mazze e altri metodi cosiddetti “di forza bruta”), ma anche un modo per complicare decisamente i tentativi dei ladri professionisti, che utilizzano tecniche più sofisticate, come il lock picking o il key bumping.
    In ogni caso, anche a tutti gli altri accessi all’abitazione va garantito un certolivello di protezione, in quanto non avrebbe molto senso dotarsi di un’ottimadifesa sulla porta d’ingresso lasciando invece ad esempio totalmente indifesa una portafinestra su un giardino o su un balcone accessibile
    (leggi qui come proteggere tutti gli accessi alla nostra abitazione).
  3. Se possibile installare, e ricordarsi di attivare sempre, prima di uscire, un sistema di allarme elettronico. Può capitare di possedere tutti gli elementi necessari per proteggere la propria abitazione e che questi si rivelino completamente inutili, semplicemente perché non attivati (vedi punto 1!).
    Alcuni tipi di allarme elettronico possono essere utili anche contro le dimenticanze. Infatti, al momento dell’attivazione, i sistemi più evoluti indicano quali accessi (che siano porte, finestre, portefinestre o abbaini) sono rimasti aperti.
  4. Un’altra accortezza è quella di lasciare una copia delle chiavi ad una persona di fiducia. È importante che la nostra abitazione non appaia disabitata. Per fare in modo che ciò non accada, la persona di fiducia ritirerà la posta per noi (una cassetta delle lettere colma di buste e pubblicità è il primo sintomo dell’assenza di chi vi abita) e si occuperà dell’abitazione, (ad esempio accendendo qualche luce e/o la tv, per brevi periodi, in orari diversi nel corso dei giorni). Nonostante i ladri siano probabilmente a conoscenza del fatto che i proprietari siano fuori città, saranno comunque scoraggiati nel tentare un’intrusione, notando unmovimento quotidiano non pianificabile all’interno dell’abitazione.
  5. Infine, un “problema” più recente è quello dei social network. Attraverso i nuovi social possiamo addirittura rendere pubblica la nostra posizione, come anche ogni minimo spostamento ma, in termini di sicurezza e prevenzione dei furti, non sarebbe il comportamento migliore da tenere.

    A nostro avviso non è necessario privarsi del condividere un’immagine della vacanza sul web, è però utile che solo un numero ristretto di persone possa prenderne visione. Quasi tutti i social network ci permettono di sceglierel’impostazione della privacy che preferiamo.
    Inoltre, per quanto riguarda l’indirizzo di posta elettronica, non è opportuno attivare il messaggio di risposta automatico per ogni mail ricevuta, che farebbe inevitabilmente sapere a tutti della nostra assenza.

Ci auguriamo che questi consigli possano risultare utili, consentendo di andare in vacanza, senza troppi pensieri!

Catene&Lucchetti: gli originali Viro non temono le intemperie!

Di recente abbiamo parlato dei test che verificano la resistenza di prodotti, il cui compito è quello di garantire sicurezza. In particolare ci siamo focalizzati sul Viro Morso con catena, testando la sua resistenza al taglio e alle mazzate, dopo il test diresistenza alla corrosione in nebbia salina.
Per trarre al meglio le nostre considerazioni abbiamo eseguito il medesimo procedimento su di una copia del prodotto, di importazione orientale.

Questa settimana prendiamo in esame anche il “fratello maggiore” del Viro Morso, il: “Supermorso” ed anche, una sua copia di importazione orientale.
Vediamo la reazione di entrambi i prodotti Viro e delle loro copie, dopo il test in nebbia salina, effettuato nel nostro laboratorio.

Il test di resistenza alla corrosione provocata con la nebbia salina è un test che riproduce un processo di “invecchiamento accelerato” attraverso la creazione, in una speciale macchina, di un ambiente estremamente caldo, umido e corrosivo. I prodottisubiscono, ogni ora di test, l’equivalente di circa una settimana di esposizione, in esterno, ad ogni tipo di agente atmosferico aggressivo.

Nel Morso Viro, dopo 40 ore di nebbia salina (corrispondenti a circa un anno di vita in ambiente reale, sottoposto alle intemperie) l’unico punto che presenta alcuni piccoli segni di ossidazione è il rivetto che blocca il lucchetto alla catena, un componente non connesso alla resistenza del prodotto, mentre la corazza esterna e soprattutto, il meccanismo interno, sono privi di corrosione. La sua copia invece presenta dei segni di ossidazione in diverse parti, sull’impugnatura e sulla corazza, sintomo del danneggiamento del meccanismo interno.

Lucchetti&catene II: chi la dura la vince

Oggi torniamo a parlare di catene, anelli forti e deboli, test di resistenza.
Se ancora non lo avete letto, l’articolo Lucchetti&catene: qual è l’anello debole?, racconta come si sono comportati il prodotto Viro Morso e una sua copia, durante untest effettuato in laboratorio, che simula un attacco a colpi di mazzate.
I video che proponiamo questa settimana invece mostrano un altro tipo esperimento, il quale vede ancora come protagonisti il Viro Morso (Made in Italy) e una sua copia (di importazione orientale).

Questa volta, dopo aver sottoposto le catene ad una prova di corrosione in nebbia salina (da cui la catena del prodotto di importazione è uscita abbastanza ossidata) abbiamo testato la resistenza delle catene al taglio.
In questo primo video vediamo cosa accade alla catena copia del Viro Morso, sottoposta  ad una macchina presente nel nostro laboratorio prove che, attraverso un braccio meccanico, aziona un seghetto da ferro, per tentare di segare una maglia del prodotto imitato.

 

 

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Antifurti e 2 Ruote: 5 livelli di sicurezza

Nell’ultimo post vi abbiamo mostrato come Viro classifichi i suoi prodotti in 5 diversilivelli di resistenza: da “standard” (indicato con il simbolo di 1 lucchetto) fino a “massimo” (5 lucchetti).
La tabella che riassume le caratteristiche di ogni categoria, può essere utile al momento dell’acquisto di un antifurto per moto, bici o scooter, poiché facilita la comprensione della simbologia riportata su tutte le confezioni Viro di antifurti della linea 2Ruote.
Per chiarire ulteriormente, riportiamo di seguito 5 esempi di prodotti Viro che presentano proprietà associate a determinati livelli di sicurezza.

2 ruote e antifurti: come scegliere quello più adatto a te?

Cavi corazzati, cavi intrecciati, blocca disco, antifurti elettronici… le opzioni in commercio per proteggere il nostro fedele mezzo a 2 ruote sono tante e non è facile decidere quale sia la più adatta al nostro caso.

In un post precedente abbiamo proposto una breve guida su quale antifurto sia più appropriato ad un determinato utilizzo (su bici, moto, scooter).
Un ulteriore consiglio che possiamo offrire oggi, è quello di consultare le indicazioni dellivello di sicurezza che Viro attribuisce ad ogni suo prodotto, dopo averlo sottoposto a test specifici nel proprio laboratorio interno.

Riportiamo di seguito una tabella con la classificazione dei livelli di resistenza(simbologia utilizzata su tutte le confezioni Viro di antifurti della linea 2Ruote), ai quali si può fare riferimento prima di un acquisto, per valutare le caratteristiche del prodottoin questione, in relazione al mezzo da proteggere e all’ambiente in cui questo sarà custodito, e così capire quale faccia meglio al caso nostro.

Sicurezza in pillole: un sistema di sicurezza è tanto più sicuro quanto più se ne ignora l’esistenza

Prima regola: far sapere al minor numero possibile di persone che in casa è presente un sistema di sicurezza.

Abbiamo già discusso molto di come risulti fondamentale proteggere la nostra abitazione e i nostri beni, combinando sistemi di protezione meccanici ed elettronici.
Date le funzioni differenti degli stessi, è una buona scelta far sì che questi si coniughino per innalzare il livello di difesa delle nostre proprietà.
Oggi vi parliamo di tre prodotti che impediscono ai ladri di capire subito dall’esterno tutti i sistemi di sicurezza con cui dovranno avere a che fare.

La Spranga

Dotarsi una porta blindata, realizzata con materiali resistenti e di qualità è senza dubbio un valore aggiunto alla sicurezza della nostra abitazione. Allo stesso modo, installare una Spranga Universale (o più di una) può diventare un’ottima alternativa, o una fondamentale integrazione ad una porta esistente, per far sì che l’accesso così protetto resista maggiormente ai tentativi di scasso, praticati per lo più con martelli, leve o altri strumenti.
La protezione offerta è particolarmente efficace nei confronti dei tentativi discardinamento e di sfondamento.
Inoltre, in caso di applicazione su porte principali, la Spranga aggiunge un’ulterioreserratura, a cilindro europeo, a quella già presente sulla porta, rendendo l’apertura con destrezza più complicata, in quanto l’eventuale ladro si troverebbe di fronteserrature con funzionamenti diversi, installate sul medesimo accesso.

Sicurezza in pillole: tutti i modi per proteggere al meglio una serranda

Chi possiede un’attività commerciale lo sa bene: la serranda è la prima barriera di protezione, oltre la quale si trovano spesso beni di grande valore. Per questo motivo è fondamentale che essa sia quanto più resistente possibile ai diversi tentativi di attacco.
Vediamo in breve quali accorgimenti possiamo adottare per fare in modo che la serranda del nostro negozio, magazzino o garage sia sufficientemente resistente.

    1. Le tecniche utilizzate dai ladri per forzare una serranda sono generalmente di due tipi: agire sulla serratura della stessa, per neutralizzarla e poter agire così indisturbati, oppure tagliare o sfondare la serranda. Scegliere una serranda resistente, dotarla di una serratura di qualità e installare il tutto a regola d’arte, sono passi necessari per assicurarsi una valida protezione contro i vari tipi di attacco.
    2. Come ribadiamo sempre, la sicurezza complessiva dipende dalla sicurezza dell’anello più debole della catena, che in molte serrande è proprio laserratura. Per questo motivo è bene installare una serratura blindata, che possieda catenacci più resistenti di quelli che normalmente si riscontrano sulle serrature di primo impianto, con struttura e cilindro protetti contro gli attacchi di forza bruta, come la serratura 8271, sicura contro lo strappo ed il trapano. La sua cassa è rinforzata e dotata di una piastra in acciaio zincato, mentre i catenacci sono di spessore maggiorato a 7 mm.
      Naturalmente la resistenza della serratura deve corrispondere a quella della serranda, quindi le serrature blindate sono l’ideale complemento di serrande di  buona qualità.
    3. Una serranda, oltre che con una serratura centrale o due serrature laterali, si può chiudere anche in altri modi: ad esempio con un lucchetto per serranda o con un gruppo di fissaggio.
      Optare per questo tipo di soluzione è una valida alternativa, rispetto ad una serratura di primo impianto, spesso di scarsa qualità.
      Dobbiamo però ricordare che un lucchetto fissato in maniera non idonea (cioè con anelli di fissaggio non appositamente progettati per l’installazione di quello specifico lucchetto) lascia troppo spazio all’inserimento di strumenti da scasso. Per non incorrere in tale rischio, il nostro consiglio è sicuramente quello di preferire un lucchetto di ottima qualità (come i corazzati Viro Panzer o i monoblocco Monolith), ma soprattutto di assicurarsi che esso sia ben ancorato a terra e alla serranda, tramite specifici anelli di fissaggio e campana a pavimento.
      Una valida alternativa ai lucchetti è rappresentata dai gruppi di fissaggio per serranda come, ad esempio, il Nuovo Condor, che ha una spessa corazza a protezione del mezzo cilindro profilato intercambiabile e rende particolarmente difficile l’utilizzo di strumenti da scasso.

E inoltre…

  1. Un’ ulteriore prodotto di sicurezza utilizzabile nelle serrande è la Spranga Universale Viro che, montata su di un elemento della serranda, funge da efficace rinforzo.  La Spranga Universale infatti ha il vantaggio di migliorare sia la resistenza della serratura (grazie alla rosetta di sicurezza esterna), che la tenuta meccanica della serranda contro lo strappo e lo sfondamento. Dal punto di vista del sistema di apertura, la Spranga è molto versatile, in quanto offre la possibilità di funzionare con qualsiasi doppio o mezzo cilindro a profilo europeo.

Profili di chiavi a duplicazione controllata, quando sono utili?

Abbiamo elencato alcune caratteristiche che un cilindro a profilo europeo dovrebbe possedere per garantire un buon livello di sicurezza, quindi una efficace resistenza contro gli attacchi esterni.
Purtroppo però, come abbiamo già sottolineato, anche il prodotto più resistente al mondo risulterebbe superabile, se fosse facile ottenere una copia abusiva delle chiavi, potendolo così aprire senza difficoltà. Vediamo allora cosa si intende per profili brevettati a duplicabilità controllata.

Oggigiorno, spesso per motivi di lavoro, di studio etc. accade che i trasferimenti o le trasferte delle persone siano molto frequenti e così anche la tendenza ad affittareappartamenti, o solo stanze, per tempi brevi.
Un esempio di questa tendenza è il successo riscosso da portali come Airbnb, che consentono di trovare e prenotare, per periodi più o meno lunghi, camere o appartamenti di privati nella località desiderata, in maniera comoda ed immediata.

L’idea è innovativa ed interessante, ma qualche dubbio riguardante la sicurezza nasce spontaneo. Dato il gran numero di persone che alloggia, anche solo per il breve lasso di tempo utile a trovare un’altra sistemazione, come può il proprietario essere certo del fatto che non vengano fatte copie non autorizzate delle chiavi, per poi essere riutilizzate? Il dubbio può legittimamente sorgere anche in un potenziale affittuario, il quale, ricevendo chiavi standard, duplicabili ovunque, potrebbe non sentirsi sufficientemente tutelato dal punto di vista della sicurezza. Generalmente ci si affida alla buona fede delle persone, talvolta però, potrebbe non essere sufficiente.

Una soluzione a questo tipo di problema può essere quella di adottare un sistema di chiavi a duplicazione controllata. Cosa significa? La riproduzione della chiave originale è possibile solo nei Centri convenzionati, presentando, assieme alla chiave originale, una carta di proprietà codificata.

Esempio di carta di proprietà codificata.

Il legittimo proprietario, che possiede la tessera di proprietà, è quindi il solo a poter richiedere copie delle chiavi ed ha in questo modo il controllo sulla quantità di copie esistenti, tenendo traccia delle copie consegnate agli affittuari ed assicurandosi che vengano sempre restituite, come misura necessaria per garantire serietà edaffidabilità.

Anche Viro produce cilindri con chiavi a profilo brevettato a duplicabilità controllata.

Per la precisione esistono due possibili tipi di duplicazione controllata: quelli effettuabili, come detto sopra, solo presso i Centri Autorizzati dall’azienda costruttrice (nella gamma Viro sono chiamati profili .PV) e quelli realizzabili soltanto presso l’azienda stessa (nella gamma Viro sono chiamati profili .PB).
In questo secondo caso, l’utente deve comunque recarsi presso il punto vendita ove ha acquistato il prodotto ed il rivenditore farà da tramite fra il cliente e il produttore, inviando all’azienda la richiesta di duplicazione. In questo modo l’azienda è certa che, chi richiede la copia, è autorizzato a farlo, in quanto ha mostrato chiave originale ecarta di proprietà al rivenditore presso il quale aveva acquistato il prodotto. Tale procedura è ovviamente un po’ più lunga come tempo di esecuzione delle duplicazioni (nel primo caso infatti bastano pochi minuti presso il Centro Autorizzato, nel secondo caso serviranno alcuni giorni perché il rivenditore riceva dall’azienda, in busta sigillata, le copie richieste, contatti l’utente e gliele consegni), ma rende estremamente sicura la gestione delle chiavi, in quanto assai difficilmente un malintenzionato riuscirebbe ad impadronirsi contemporaneamente della chiave originale e della carta di proprietà e correrebbe il rischio di  recarsi nel punto vendita ove il prodotto è stato acquistato, presentandosi ed attendendo il tempo necessario alla duplicazione in azienda.

Conclusioni

Tenere traccia del numero di copie delle chiavi (non solo di quelle di casa, ma anche in molte altre situazioni) non è solo un vantaggio in termini di tutela nel caso in cui il proprietario decidesse di affittare o prestare un proprio bene per brevi periodi ad altre persone, ma può risultare essenziale anche nel caso in cui collaboratori, domestici o conoscenti avessero accesso ad ambienti che custodiscono beni di valore oinformazioni riservate, per evitare che la chiave possa, anche solo per errore o disattenzione, finire nelle mani sbagliate.